Il predicato è la parte della frase che dice che cosa fa il soggetto o com’è. Può essere di due tipi: verbale o nominale. Per capire quale, basta guardare se c’è il verbo essere e che funzione ha.
Il predicato nominale
Il predicato nominale è formato dal verbo essere più un nome o un aggettivo che dice com’è o che cos’è il soggetto.
- Marta è stanca. → è = copula, stanca = parte nominale (o nome del predicato)
- Mio zio è un medico. → è = copula, un medico = parte nominale
Il verbo essere, qui, serve solo a “collegare” il soggetto alla sua qualità: per questo si chiama copula.
Il predicato verbale
Il predicato verbale è formato da qualsiasi altro verbo: Luca corre, Il gatto dorme, Ho comprato il pane.
Attenzione: anche il verbo essere può formare un predicato verbale, in tre casi.
| Quando essere… | Esempio | Predicato |
|---|---|---|
| significa “stare, trovarsi, esistere” | Il libro è sul tavolo. | verbale |
| è un ausiliare (tempi composti) | Sono partiti ieri. | verbale |
| forma il passivo | La porta è stata chiusa. | verbale |
| è seguito da nome o aggettivo che descrive il soggetto | La porta è rossa. | nominale |
E con sembrare, diventare, rimanere?
Con verbi come sembrare, diventare, rimanere, restare (Luca sembra stanco) di solito a scuola si analizza così: sembra = predicato verbale, stanco = complemento predicativo del soggetto. Alcuni libri invece li trattano come predicato nominale: conviene seguire quello che usate in classe.
Esercizi
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