Linguistica 5 – Significato e uso Semantica lessicale: sinonimia, antonimia, iponimia

Linguistica 5 – Significato e uso · Lezione 1 di 3 · circa 11 minuti di lettura

In breve

La semantica lessicale studia il significato delle parole e i rapporti tra loro. Le parole non sono isolate: formano una rete. Due parole possono avere lo stesso significato (sinonimia), un significato opposto (antonimia), oppure una può essere inclusa nell’altra, come rosa in fiore (iponimia). Conoscere questi rapporti serve per i test di lessico e per capire come la lingua organizza il mondo.

Concetti chiave

TermineChe cosa significaEsempio
DenotazioneIl significato di base, oggettivocane = animale domestico
ConnotazioneI valori emotivi o culturali aggiunticane detto di un cattivo cantante
SinonimiaSignificato uguale o molto simileviso / volto
AntonimiaSignificato oppostocaldo / freddo
IponimiaUna parola è inclusa nel significato di un’altrarosa è iponimo di fiore
MeronimiaRapporto tra parte e tuttodito / mano
PolisemiaUna parola con più significati collegatipenna d’uccello e per scrivere
OmonimiaParole uguali con significati non collegatiriso (cereale) / riso (ridere)

La spiegazione

Denotazione e connotazione

Ogni parola ha un significato di base, che si trova nel dizionario: è la denotazione. Ma molte parole portano con sé anche sfumature emotive, sociali, culturali: è la connotazione. Casa, abitazione, dimora e tugurio indicano tutte un luogo dove si vive, ma suscitano impressioni molto diverse.

La sinonimia

Due parole sono sinonimi quando hanno lo stesso significato. In realtà i sinonimi perfetti, intercambiabili in ogni contesto, sono rarissimi. Viso e faccia sono sinonimi, ma diciamo “che faccia tosta!”, non “che viso tosto!”. Spesso i sinonimi si distinguono per registro (morire / decedere / crepare), per area geografica (anguria / cocomero) o per connotazione.

L’antonimia

Gli opposti non sono tutti uguali. I linguisti distinguono tre tipi principali:

  • antonimi graduabili: tra i due estremi ci sono gradi intermedi. Tra caldo e freddo c’è tiepido, e si può dire “più caldo”, “molto freddo”;
  • antonimi complementari: non c’è via di mezzo, la negazione dell’uno implica l’altro. Chi non è vivo è morto; un numero che non è pari è dispari;
  • antonimi inversi (o conversi): descrivono la stessa situazione da due punti di vista. Se Anna compra un libro da Marco, Marco lo vende ad Anna. Lo stesso per marito e moglie, sopra e sotto.

Iponimia e iperonimia

Il significato di rosa include quello di fiore: ogni rosa è un fiore, ma non ogni fiore è una rosa. Rosa è un iponimo di fiore; fiore è l’iperonimo di rosa. Rosa, tulipano e margherita, che stanno allo stesso livello, sono co-iponimi.

Questi rapporti creano delle gerarchie: essere vivente → animale → mammifero → cane → barboncino. Nei testi gli iperonimi servono a evitare ripetizioni: “Ho comprato delle rose. Questi fiori durano poco.”

Diverso è il rapporto tra la parte e il tutto, la meronimia: il dito è parte della mano, ma non è un tipo di mano.

Polisemia e omonimia

Molte parole hanno più significati. Se i significati sono collegati tra loro, si parla di polisemia: la penna per scrivere si chiama così perché un tempo si scriveva con le penne d’oca. Il collo di una persona e quello di una bottiglia condividono la forma.

Se invece due parole hanno la stessa forma per caso, con origini e significati diversi, si parla di omonimia: riso (il cereale, dal greco óryza) e riso (l’atto di ridere, dal latino risus). Il dizionario di solito registra le parole polisemiche in un’unica voce e gli omonimi in voci separate.

I tratti semantici

Un metodo per descrivere i significati è scomporli in tratti, come si fa con i fonemi. Uomo = [+umano] [+maschio] [+adulto]; donna = [+umano] [−maschio] [+adulto]; bambino = [+umano] [+maschio] [−adulto]. È l’analisi componenziale: funziona bene per alcuni gruppi di parole, molto meno per parole astratte come libertà o gioco.

Lo schema: i rapporti tra le parole

RapportoDomanda per riconoscerloEsempio
SinonimiaPosso sostituire l’una con l’altra?iniziare / cominciare
Antonimia graduabileCi sono gradi intermedi?alto / basso
Antonimia complementareSe non è l’uno, è per forza l’altro?acceso / spento
Antonimia inversaÈ la stessa scena vista dall’altra parte?dare / ricevere
IponimiaUn X è un tipo di Y?quercia → albero
MeronimiaUn X è una parte di Y?ruota → automobile

Errori comuni e falsi miti

  • “I sinonimi sono sempre intercambiabili.” Quasi mai del tutto: cambiano registro, contesto o connotazione.
  • “Tutti i contrari sono uguali.” Caldo/freddo, vivo/morto e comprare/vendere sono tre tipi diversi di antonimia.
  • “Iponimia e meronimia sono la stessa cosa.” Una quercia è un tipo di albero (iponimia); un ramo è una parte dell’albero (meronimia).
  • “Polisemia e omonimia sono sinonimi.” Nella polisemia i significati sono collegati; nell’omonimia la somiglianza è casuale.

Esercizi

1Che rapporto c’è?

Per ogni coppia indica il rapporto: sinonimia, antonimia (di che tipo), iponimia, meronimia.

  1. pari / dispari
  2. insegnante / allievo
  3. quercia / albero
  4. lungo / corto
  5. tastiera / computer
  6. iniziare / cominciare
Vedi la soluzione
  1. Antonimia complementare: un numero che non è pari è dispari.
  2. Antonimia inversa: la stessa relazione vista dalle due parti.
  3. Iponimia: la quercia è un tipo di albero.
  4. Antonimia graduabile: “più lungo”, “abbastanza corto”.
  5. Meronimia: la tastiera è una parte del computer.
  6. Sinonimia.

2Polisemia o omonimia?

riso (cereale / ridere) · collo (di una persona / di una bottiglia) · miglio (cereale / misura) · foglia (dell’albero / d’oro)

Vedi la soluzione

Omonimia: riso, miglio (origini diverse: milium e milia). Polisemia: collo e foglia, perché i due significati sono collegati dalla forma.

3Tratti semantici

Descrivi con i tratti [±umano], [±maschio], [±adulto]: ragazza, toro, nonno, vitella.

Vedi la soluzione

ragazza [+umano] [−maschio] [−adulto] · toro [−umano] [+maschio] [+adulto] · nonno [+umano] [+maschio] [+adulto] (servirebbe un tratto in più per distinguerlo da uomo) · vitella [−umano] [−maschio] [−adulto].

Per approfondire

  • G. Graffi, S. Scalise, Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica, il Mulino. Il manuale più adottato nei primi esami di linguistica.
  • G. Berruto, M. Cerruti, La linguistica. Un corso introduttivo, UTET Università. Chiaro e pieno di esempi dall'italiano.
  • C. Bianchi, Pragmatica del linguaggio, Laterza. Atti linguistici, implicature, deissi.

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