Linguistica 1 – Che cos'è il linguaggio Lingua, linguaggio, comunicazione

Linguistica 1 – Che cos’è il linguaggio · Lezione 1 di 4 · circa 10 minuti di lettura

In breve

Comunicano tutti: le api, i cani, i semafori, le persone. Ma solo gli esseri umani hanno una lingua. La linguistica distingue tre parole che nell’uso quotidiano si confondono. La comunicazione è qualsiasi passaggio di informazioni. Il linguaggio è la capacità, propria della specie umana, di usare un sistema di segni verbali. Una lingua è uno di questi sistemi concreti: l’italiano, il giapponese, la lingua dei segni italiana (LIS).

Concetti chiave

TermineChe cosa significa
ComunicazioneTrasmissione di un’informazione da un emittente a un ricevente, con qualsiasi mezzo
LinguaggioLa facoltà umana di comunicare con una lingua; è uguale in tutti gli esseri umani
LinguaUn sistema di segni concreto, condiviso da una comunità (l’italiano, l’arabo, la LIS)
CodiceL’insieme di segni e di regole che emittente e ricevente devono condividere
CanaleIl mezzo fisico che porta il messaggio: l’aria per la voce, la luce per i gesti e la scrittura

La spiegazione

Comunicare non vuol dire parlare

Un cane che ringhia comunica: “stai lontano”. Un semaforo rosso comunica: “fermati”. Il fumo comunica che c’è un fuoco, anche se nessuno lo ha acceso per dircelo. La comunicazione è dappertutto, ma non tutta la comunicazione è linguistica.

I linguisti distinguono spesso tra segnali intenzionali, mandati apposta da qualcuno (il semaforo, una parola), e indizi che interpretiamo noi (il fumo, il rossore sulle guance). La lingua appartiene al primo gruppo: chi parla vuole dire qualcosa.

Lo schema della comunicazione

Il linguista Roman Jakobson (1960) ha descritto ogni atto di comunicazione con sei elementi. Un emittente manda un messaggio a un ricevente. Per capirsi devono usare lo stesso codice, passare per un canale e riferirsi a un contesto, cioè a ciò di cui si parla.

Se uno dei sei elementi manca, la comunicazione fallisce. Una telefonata disturbata è un problema di canale. Una persona che parla solo finlandese con una che parla solo italiano ha un problema di codice.

Linguaggio e lingue

Tutti gli esseri umani nascono con la capacità di imparare una lingua: è il linguaggio. Un bambino nato a Napoli e cresciuto a Tokyo parlerà giapponese come un bambino giapponese. Non esistono quindi popoli “più portati” per le lingue: esiste un’unica facoltà del linguaggio, comune alla specie.

Le lingue invece sono tante: se ne contano circa 7.000 nel mondo. Ognuna è un sistema completo, capace di esprimere qualsiasi pensiero. Non esistono lingue “primitive”: una lingua parlata da poche centinaia di persone in Amazzonia ha una grammatica complessa quanto quella dell’inglese.

E le lingue dei segni?

Le lingue dei segni, come la LIS in Italia, sono lingue a tutti gli effetti. Hanno un lessico, una grammatica e varietà regionali, e i bambini sordi le imparano in modo naturale. Cambia solo il canale: invece di voce e udito usano mani, viso e vista. Questo dimostra che il linguaggio non coincide con la voce.

Perché la lingua è speciale

Il canto degli uccelli o la danza delle api sono sistemi di comunicazione raffinati, ma hanno limiti precisi. Un’ape può dire dove si trova il cibo; non può raccontare cosa ha mangiato ieri, né inventare una bugia su un fiore che non esiste. La lingua umana sì. Le caratteristiche che la rendono unica sono l’argomento della lezione 3.

Lo schema

ComunicazioneLinguaggioLingua
Che cos’èPassaggio di informazioniFacoltà della specie umanaSistema concreto di segni
Chi la possiedeEsseri umani, animali, macchineSolo gli esseri umaniUna comunità di parlanti
Quanti ce ne sonoInfiniti sistemiUnoCirca 7.000
EsempioUn semaforo rossoLa capacità di un bambino di imparare a parlareL’italiano, la LIS

Errori comuni e falsi miti

  • “Linguaggio e lingua sono sinonimi.” In linguistica no: il linguaggio è la facoltà, la lingua è uno dei sistemi concreti con cui la usiamo.
  • “Alcune lingue sono più semplici o più primitive di altre.” Tutte le lingue sono sistemi completi. Possono essere più difficili per noi da imparare, ma non sono più povere.
  • “La lingua dei segni è una mimica, uguale in tutto il mondo.” Falso: ogni Paese ha la sua, con regole proprie. La LIS è diversa dalla lingua dei segni americana (ASL).
  • “Gli animali parlano, solo in un altro modo.” Gli animali comunicano, ma nessun sistema animale conosciuto ha le proprietà di una lingua umana.

Esercizi

1Comunicazione, linguaggio o lingua?

Per ogni frase, scegli quale dei tre concetti è in gioco.

  1. Un neonato adottato in Giappone imparerà il giapponese senza difficoltà.
  2. Il fumo che esce da una finestra ci fa capire che c’è un incendio.
  3. La LIS ha varietà regionali, come l’italiano.
  4. Il semaforo diventa giallo.
Vedi la soluzione
  1. Linguaggio: la facoltà comune a tutta la specie, che permette di imparare qualsiasi lingua.
  2. Comunicazione, e più precisamente un indizio: nessuno manda il fumo per avvisarci.
  3. Lingua: la LIS è un sistema concreto, condiviso da una comunità.
  4. Comunicazione con un segnale intenzionale, ma non linguistica.

2Dov’è il guasto?

Usando lo schema di Jakobson, indica quale elemento non funziona.

  1. Stai parlando al telefono in galleria e la linea cade.
  2. Un turista ti chiede la strada in coreano.
  3. Un’amica ti scrive “ci vediamo lì alle 8”, ma non avete mai deciso dove.
Vedi la soluzione
  1. Il canale.
  2. Il codice: non condividete la stessa lingua.
  3. Il contesto: manca il riferimento comune a quel “lì”.

3Spiega con parole tue

In tre o quattro righe: perché le lingue dei segni dimostrano che il linguaggio non coincide con la voce?

Vedi una risposta modello

Le lingue dei segni hanno lessico, grammatica e varietà come le lingue parlate, e i bambini sordi le imparano spontaneamente. Cambia solo il canale (mani, viso e vista invece di voce e udito). Quindi la facoltà del linguaggio è indipendente dal mezzo con cui si esprime.

Per approfondire

  • G. Graffi, S. Scalise, Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica, il Mulino. Il manuale più adottato nei primi esami di linguistica.
  • G. Berruto, M. Cerruti, La linguistica. Un corso introduttivo, UTET Università. Chiaro e pieno di esempi dall'italiano.
  • F. de Saussure, Corso di linguistica generale, Laterza. Introduzione e commento di Tullio De Mauro: il testo da cui nasce la linguistica moderna.

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