Storia 8 – Ottocento e Risorgimento La seconda guerra d'indipendenza

Storia 8 – Ottocento e Risorgimento · Unità 1 · circa 11 minuti di lettura

In breve

Nell’aprile 1859, come Cavour sperava, l’Austria dichiara guerra al Piemonte, e la Francia di Napoleone III interviene. Franco-piemontesi e volontari di Garibaldi vincono a Magenta, Solferino e San Martino. Ma l’11 luglio Napoleone III firma all’improvviso l’armistizio di Villafranca: il Piemonte ottiene solo la Lombardia. Nei mesi successivi, però, Toscana ed Emilia si sollevano e con i plebisciti del 1860 chiedono di unirsi al Piemonte. In cambio la Francia riceve Nizza e la Savoia.

Le date da sapere

DataEvento
Aprile 1859Ultimatum austriaco al Piemonte e inizio della guerra
Maggio 1859I Cacciatori delle Alpi di Garibaldi vincono a Varese e San Fermo
4 giugno 1859Vittoria franco-piemontese a Magenta
24 giugno 1859Battaglie di Solferino e San Martino
11 luglio 1859Armistizio di Villafranca tra Napoleone III e Francesco Giuseppe
Novembre 1859Pace di Zurigo: la Lombardia passa al Piemonte
Marzo 1860Plebisciti in Toscana ed Emilia; Nizza e Savoia cedute alla Francia

La spiegazione

La guerra voluta da Cavour

Gli accordi di Plombières prevedevano l’intervento francese solo se fosse stata l’Austria ad attaccare. Cavour fa di tutto per provocarla: ammassa truppe al confine e accoglie i volontari lombardi che fuggono dalla leva austriaca. Alla fine l’Austria cade nella trappola e invia un ultimatum: il Piemonte deve smobilitare. Cavour rifiuta, e alla fine di aprile 1859 l’Austria attacca. La Francia entra in guerra.

Le battaglie

Nelle Prealpi lombarde i Cacciatori delle Alpi, volontari guidati da Giuseppe Garibaldi, vincono a Varese e a San Fermo. Il grosso degli eserciti si scontra nella pianura: il 4 giugno i franco-piemontesi vincono a Magenta e l’8 giugno Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano a Milano.

Il 24 giugno si combatte la battaglia decisiva: i francesi a Solferino, i piemontesi a San Martino, vicino al lago di Garda. È una delle battaglie più sanguinose dell’Ottocento: decine di migliaia di morti e feriti in un giorno. Lo svizzero Henry Dunant, sconvolto dalla sorte dei feriti abbandonati sul campo, avrà l’idea che porterà alla nascita della Croce Rossa (1863).

Villafranca: la delusione

L’11 luglio, senza consultare gli alleati, Napoleone III firma con l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe l’armistizio di Villafranca. I motivi: le perdite enormi, il timore che la Prussia intervenga a fianco dell’Austria, l’opposizione dei cattolici francesi a un rafforzamento del Piemonte a danno del papa. Il Piemonte ottiene la Lombardia, ma il Veneto resta austriaco. Cavour, furioso, si dimette.

L’Italia centrale si annette

Durante la guerra, però, in Toscana, nei ducati di Parma e Modena e nelle Legazioni pontificie (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì) i patrioti hanno cacciato i vecchi governi e formato governi provvisori. Villafranca prevedeva il ritorno dei sovrani, ma nessuno è in grado di imporlo.

Nel gennaio 1860 Cavour torna al governo e trova un accordo con Napoleone III: la Francia accetta l’annessione dell’Italia centrale in cambio di Nizza e della Savoia, come previsto a Plombières. Nel marzo 1860 i plebisciti, votazioni popolari a suffragio universale maschile, approvano a grandissima maggioranza l’unione al Regno di Vittorio Emanuele II. Garibaldi, nato a Nizza, non perdonerà mai a Cavour la cessione della sua città.

Lo schema: dalla guerra ai plebisciti

TerritorioCome passa al Regno di SardegnaQuando
LombardiaVittoria militare, armistizio di Villafranca e pace di Zurigo1859
ToscanaGoverno provvisorio e plebiscitoMarzo 1860
Emilia (ducati e Legazioni)Governi provvisori e plebiscitiMarzo 1860
VenetoResta all’AustriaPasserà all’Italia nel 1866
Nizza e SavoiaCedute alla Francia1860

I personaggi

PersonaggioChi era
Napoleone IIIImperatore dei francesi, alleato del Piemonte, firmò Villafranca
Francesco GiuseppeImperatore d’Austria dal 1848
Giuseppe GaribaldiComandante dei Cacciatori delle Alpi
Bettino RicasoliCapo del governo provvisorio della Toscana
Henry DunantSvizzero, ispirato da Solferino, fondatore della Croce Rossa

Falsi miti ed errori comuni

  • “Con la seconda guerra d’indipendenza il Piemonte conquistò anche il Veneto.” Il Veneto rimase austriaco fino al 1866.
  • “Toscana ed Emilia furono conquistate dall’esercito piemontese.” Si unirono con governi provvisori e plebisciti.
  • “Nizza e Savoia furono perse in guerra.” Furono cedute volontariamente alla Francia, come prezzo del suo appoggio.
  • “Villafranca fu una pace decisa da Cavour.” Fu decisa da Napoleone III senza consultarlo, e Cavour per protesta si dimise.

Esercizi

1Metti in ordine

a) Villafranca · b) Solferino e San Martino · c) plebisciti in Toscana ed Emilia · d) ultimatum austriaco · e) Magenta · f) pace di Zurigo

Vedi la soluzione

d (aprile 1859) → e (4 giugno) → b (24 giugno) → a (11 luglio) → f (novembre 1859) → c (marzo 1860).

2Perché l’ultimatum era una buona notizia per Cavour?

Rileggi gli accordi di Plombières. Perché era importante che fosse l’Austria a dichiarare guerra?

Vedi una risposta modello

Napoleone III aveva promesso di intervenire solo se il Piemonte fosse stato attaccato. Con l’ultimatum l’Austria passava dalla parte dell’aggressore, e la Francia era obbligata a entrare in guerra.

3Che cosa guadagna e che cosa perde il Piemonte?

Fai il bilancio territoriale della seconda guerra d’indipendenza e dei plebisciti del 1860.

Vedi la soluzione

Guadagna la Lombardia (pace di Zurigo) e, con i plebisciti, Toscana ed Emilia (con la Romagna). Perde Nizza e la Savoia, cedute alla Francia come compenso. Il Veneto resta all’Austria.

Per approfondire

  • G. Sabbatucci, V. Vidotto, Storia contemporanea. L'Ottocento, Laterza. Il manuale universitario di riferimento.
  • A. M. Banti, Il Risorgimento italiano, Laterza. Breve e chiaro, con attenzione alle idee e ai simboli.
  • L. Riall, Il Risorgimento. Storia e interpretazioni, Donzelli. Come gli storici hanno letto il Risorgimento.

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