Storia 9 – Primo Novecento La pace di Versailles

Storia 9 – Primo Novecento · Unità 1 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Nel gennaio 1919 i vincitori della Prima guerra mondiale si riuniscono a Parigi per decidere il nuovo assetto del mondo. Il trattato più importante, firmato a Versailles il 28 giugno 1919, impone alla Germania condizioni durissime: perdita di territori e colonie, disarmo, enormi riparazioni economiche e l’accusa di essere responsabile della guerra. Nascono nuovi Stati e la Società delle Nazioni. Ma è una pace che scontenta molti, Germania e Italia comprese, e prepara le tensioni dei decenni successivi.

Le date da sapere

DataEvento
8 gennaio 1918Il presidente americano Wilson presenta i “Quattordici punti”
11 novembre 1918Armistizio di Compiègne con la Germania
18 gennaio 1919Si apre la Conferenza di pace di Parigi
Aprile 1919La delegazione italiana abbandona per protesta la conferenza
28 giugno 1919Trattato di Versailles con la Germania
Settembre 1919Saint-Germain con l’Austria; D’Annunzio occupa Fiume
Gennaio 1920Nasce la Società delle Nazioni
1920Trattati del Trianon (Ungheria) e di Sèvres (Impero ottomano)

La spiegazione

Una guerra che ha cambiato tutto

Quando la guerra finisce, i morti sono circa dieci milioni tra i soldati, a cui si aggiungono milioni di civili. Quattro imperi sono crollati: quello tedesco, quello austro-ungarico, quello russo e, poco dopo, quello ottomano. L’Europa deve essere ridisegnata.

I Quattordici punti di Wilson

Il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson propone una pace basata su principi nuovi: diplomazia aperta e non segreta, libertà dei mari, riduzione degli armamenti, e soprattutto il principio di nazionalità (o di autodeterminazione dei popoli), secondo cui ogni popolo deve avere il suo Stato. Propone anche un’organizzazione internazionale per evitare nuove guerre.

La conferenza di Parigi

Alla conferenza i vinti non sono invitati a discutere: devono solo accettare. Le decisioni vengono prese dai “Quattro Grandi”: Wilson (Stati Uniti), Georges Clemenceau (Francia), David Lloyd George (Regno Unito) e Vittorio Emanuele Orlando (Italia). Le loro idee sono molto diverse. La Francia, che ha avuto il territorio devastato, vuole indebolire la Germania il più possibile. Il Regno Unito vuole punirla, ma non distruggerla. Wilson vuole una pace giusta e duratura.

Il trattato di Versailles

Il trattato con la Germania viene firmato il 28 giugno 1919 nella Galleria degli specchi della reggia di Versailles, la stessa sala in cui nel 1871 era stato proclamato l’Impero tedesco. Le sue clausole principali:

  • territori: l’Alsazia e la Lorena tornano alla Francia; alla Polonia va un “corridoio” che le dà accesso al mare e divide in due la Germania; Danzica diventa città libera; la Saar passa per 15 anni sotto il controllo della Società delle Nazioni;
  • colonie: la Germania le perde tutte, affidate come “mandati” ai vincitori;
  • disarmo: un esercito di al massimo 100.000 uomini, senza aviazione, carri armati e sottomarini; la Renania viene smilitarizzata;
  • colpa e riparazioni: con l’articolo 231 la Germania deve riconoscersi responsabile della guerra e pagare i danni. Nel 1921 la cifra viene fissata in 132 miliardi di marchi oro.

I tedeschi la chiamano un Diktat, una pace imposta. Già nel 1919 l’economista britannico John Maynard Keynes avverte che riparazioni così pesanti avrebbero rovinato l’economia tedesca e destabilizzato l’Europa.

La nuova carta d’Europa

Con altri trattati (Saint-Germain con l’Austria, Trianon con l’Ungheria, Neuilly con la Bulgaria, Sèvres con l’Impero ottomano) l’Austria-Ungheria viene smembrata. Nascono o rinascono Polonia, Cecoslovacchia, il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (la futura Jugoslavia), Austria e Ungheria separate. Dall’Impero russo si staccano Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. Applicare il principio di nazionalità però è difficile: in quasi tutti i nuovi Stati vivono forti minoranze, come i tre milioni di tedeschi dei Sudeti in Cecoslovacchia.

La Società delle Nazioni

La Società delle Nazioni, con sede a Ginevra, nasce nel 1920 per risolvere le controversie tra Stati senza guerre. Ma è debole fin dall’inizio: il Senato americano non ratifica il trattato, e gli Stati Uniti, che l’avevano proposta, non vi entrano. Germania e Russia sovietica sono inizialmente escluse, e l’organizzazione non ha un esercito per far rispettare le sue decisioni.

La “vittoria mutilata”

L’Italia ottiene il Trentino, l’Alto Adige, Trieste e l’Istria, ma non la Dalmazia promessa dal Patto di Londra, e nemmeno la città di Fiume, che chiede in nome del principio di nazionalità. Wilson si oppone, e Orlando e Sonnino lasciano per protesta la conferenza nell’aprile 1919. D’Annunzio parla di “vittoria mutilata” e nel settembre 1919 occupa Fiume con un gruppo di volontari. Il malcontento per la pace sarà uno dei fattori della crisi del dopoguerra italiano.

Lo schema: che cosa perde la Germania

AmbitoClausolaConseguenza
TerritoriAlsazia-Lorena alla Francia, corridoio di Danzica alla PoloniaPerde circa il 13% del territorio europeo
ColonieTutte affidate ai vincitori come mandatiFine dell’impero coloniale tedesco
EsercitoMassimo 100.000 uomini, niente aviazione e sottomariniRenania smilitarizzata
EconomiaRiparazioni: 132 miliardi di marchi oro (1921)Crisi economica e inflazione negli anni Venti
MoraleArticolo 231: colpa della guerraUmiliazione e desiderio di rivincita, sfruttati dal nazismo
Mappa delle alleanze militari in Europa nel 1914: Triplice Alleanza e Triplice Intesa
Prima: l’Europa del 1914, divisa tra Triplice Alleanza e Triplice Intesa, con i grandi imperi (tedesco, austro-ungarico, russo, ottomano). Cartina: Historicair, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0.
Mappa dell'Europa nel 1923 con i nuovi Stati nati dalla fine degli imperi
Dopo: l’Europa nel 1923. Gli imperi sono scomparsi e al loro posto ci sono Stati nuovi (Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Stati baltici, Finlandia); in rosso i nuovi confini e le aree contese. Cartina: Gigillo83, da una cartina di Historicair, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.5.

I personaggi

PersonaggioChi era
Woodrow WilsonPresidente degli Stati Uniti, autore dei Quattordici punti, premio Nobel per la pace 1919
Georges ClemenceauPrimo ministro francese, detto “il Tigre”, sostenitore di una pace durissima
David Lloyd GeorgePrimo ministro britannico
Vittorio Emanuele OrlandoPresidente del Consiglio italiano, detto “il presidente della vittoria”
John Maynard KeynesEconomista britannico, critico delle riparazioni in “Le conseguenze economiche della pace” (1919)

Falsi miti ed errori comuni

  • “A Versailles si firmarono tutti i trattati di pace.” A Versailles solo quello con la Germania. Gli altri vinti firmarono trattati separati, ognuno in una località diversa vicino a Parigi.
  • “Gli Stati Uniti furono il pilastro della Società delle Nazioni.” Wilson la propose, ma il Senato americano non ratificò il trattato e gli USA non vi entrarono mai.
  • “L’Italia non ottenne nulla.” Ottenne Trentino, Alto Adige, Trieste e Istria. La “vittoria mutilata” riguardava Fiume e la Dalmazia.
  • “La Germania partecipò alle trattative.” I vinti furono esclusi: la delegazione tedesca ricevette il testo e dovette firmarlo.

Esercizi

1Le clausole di Versailles

Collega ogni clausola alla sua categoria (territori, colonie, disarmo, colpa e riparazioni).

  1. Esercito di al massimo 100.000 uomini
  2. Articolo 231
  3. Il “corridoio” polacco
  4. I “mandati” affidati ai vincitori
  5. La Renania smilitarizzata
Vedi la soluzione

1 disarmo · 2 colpa e riparazioni · 3 territori · 4 colonie · 5 disarmo.

2Chi voleva che cosa?

Wilson · Clemenceau · Lloyd George
a) punire la Germania senza distruggerla · b) una pace giusta, basata sull’autodeterminazione dei popoli · c) indebolire la Germania il più possibile

Vedi la soluzione

Wilson b · Clemenceau c · Lloyd George a.

3Una pace che prepara la guerra?

In sei righe: perché molti storici pensano che i trattati del 1919–1920 abbiano creato le condizioni per nuovi conflitti? Usa almeno tre argomenti.

Vedi una risposta modello

La Germania vive Versailles come un Diktat: perde territori, colonie ed esercito e deve pagare enormi riparazioni, come aveva avvertito Keynes. I nuovi Stati nati dagli imperi hanno forti minoranze, come i tedeschi dei Sudeti. L’Italia parla di “vittoria mutilata”. La Società delle Nazioni è debole, senza gli Stati Uniti e senza un esercito. Rancori, crisi economiche e confini contestati alimentano i nazionalismi degli anni Venti e Trenta.

Per approfondire

  • G. Sabbatucci, V. Vidotto, Storia contemporanea. Il Novecento, Laterza. Il manuale universitario più diffuso per il Novecento.
  • E. J. Hobsbawm, Il secolo breve. 1914-1991, Rizzoli. Un classico da leggere, non solo da studiare.
  • A. Gibelli, La Grande Guerra degli italiani. 1915-1918, BUR Rizzoli. La guerra vista dalla parte di chi la combatté.

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