Il verbo è la parte del discorso che esprime un’azione (correre), uno stato (stare) o un modo di essere (sembrare). È anche la parte più variabile della lingua italiana: cambia forma secondo persona, numero, modo, tempo e diatesi (attiva, passiva, riflessiva).
Un solo verbo regolare può avere oltre cento forme diverse. Sembra tanto, ma la buona notizia è che seguono schemi precisi: capito il meccanismo delle tre coniugazioni, la maggior parte dei verbi si coniuga da sola. In questo articolo vediamo le regole, poi le eccezioni che più spesso mettono in difficoltà italiani e stranieri.
Le tre coniugazioni
Ogni verbo italiano appartiene a una delle tre coniugazioni, riconoscibili dalla desinenza dell’infinito. Togliendo la desinenza si ottiene la radice, a cui si aggiungono le terminazioni di persona e tempo.
| Coniugazione | Infinito | Esempio | Radice | Quanto è diffusa |
|---|---|---|---|---|
| 1ª | -are | parlare | parl- | La più numerosa e “produttiva”: quasi tutti i verbi nuovi nascono qui (cliccare, postare, googlare) |
| 2ª | -ere | credere | cred- | Ricca di verbi irregolari; include anche porre, trarre, dire, fare, che derivano da forme latine in -ere |
| 3ª | -ire | dormire | dorm- | Divisa in due gruppi: verbi come dormire e verbi in -isc- come finire |
Il presente indicativo a confronto
| Persona | Parlare (1ª) | Credere (2ª) | Dormire (3ª) | Finire (3ª, -isc-) |
|---|---|---|---|---|
| io | parlo | credo | dormo | finisco |
| tu | parli | credi | dormi | finisci |
| lui/lei | parla | crede | dorme | finisce |
| noi | parliamo | crediamo | dormiamo | finiamo |
| voi | parlate | credete | dormite | finite |
| loro | parlano | credono | dormono | finiscono |
Due regolarità aiutano a memorizzare: la prima persona singolare finisce sempre in -o e la prima plurale sempre in -iamo, in tutte e tre le coniugazioni. La vocale tematica (a, e, i) si vede chiaramente nella seconda persona plurale: parlate, credete, dormite.
Modi e tempi
L’italiano ha sette modi: quattro finiti, che indicano la persona, e tre indefiniti, che non la indicano. Ogni modo ha tempi semplici (una sola parola: parlo) e tempi composti (ausiliare + participio passato: ho parlato).
| Modo | Tipo | Tempi semplici | Tempi composti | A cosa serve |
|---|---|---|---|---|
| Indicativo | finito | presente, imperfetto, passato remoto, futuro semplice | passato prossimo, trapassato prossimo, trapassato remoto, futuro anteriore | Fatti reali e certi |
| Congiuntivo | finito | presente, imperfetto | passato, trapassato | Dubbio, desiderio, opinione, ipotesi |
| Condizionale | finito | presente | passato | Azioni legate a una condizione, richieste cortesi |
| Imperativo | finito | presente | — | Ordini, consigli, inviti |
| Infinito | indefinito | presente (parlare) | passato (aver parlato) | Forma base del verbo, usata come nome o dopo altri verbi |
| Participio | indefinito | presente (parlante) | passato (parlato) | Forma i tempi composti e funziona da aggettivo |
| Gerundio | indefinito | presente (parlando) | passato (avendo parlato) | Azioni contemporanee o precedenti, modo, causa |
Ogni tempo con un esempio (verbo parlare, io)
- Presente: parlo · Imperfetto: parlavo · Passato remoto: parlai · Futuro: parlerò
- Passato prossimo: ho parlato · Trapassato prossimo: avevo parlato · Trapassato remoto: ebbi parlato · Futuro anteriore: avrò parlato
- Congiuntivo: che io parli, che io parlassi, che io abbia parlato, che io avessi parlato
- Condizionale: parlerei, avrei parlato
- Imperativo: parla!, parlate!, non parlare!
Il passato prossimo racconta fatti conclusi ma legati al presente (oggi ho parlato con Marco); il passato remoto fatti lontani e chiusi (Dante nacque nel 1265). Nell’italiano parlato del Nord il passato remoto è quasi scomparso, mentre al Sud resta molto vivo anche nella conversazione.
Per i dubbi sul congiuntivo leggi anche la guida di sopravvivenza al congiuntivo.
Gli ausiliari: essere o avere?
I tempi composti si formano con essere o avere seguiti dal participio passato. La scelta dipende dal tipo di verbo. Trovi un approfondimento completo nell’articolo Essere o avere nel passato prossimo e nei tempi composti.
Si usa avere con:
- i verbi transitivi, che reggono un complemento oggetto: ho mangiato una mela, abbiamo letto il libro
- molti intransitivi che indicano attività: ho dormito, ho camminato, ho riso
Si usa essere con:
- i verbi di movimento verso una meta o di cambiamento di stato: sono andato, è partita, sono nati, è diventato
- i verbi riflessivi e pronominali: mi sono lavato, ci siamo pentiti
- la forma passiva: la lettera è stata scritta
- i verbi impersonali e quelli come piacere, sembrare, bastare, succedere: mi è piaciuto, è successo
- il verbo essere stesso: sono stato
Verbi che usano entrambi
Alcuni verbi cambiano ausiliare secondo il significato:
| Verbo | Con avere (transitivo) | Con essere (intransitivo) |
|---|---|---|
| cominciare / finire | Ho cominciato il lavoro | Il film è cominciato |
| salire / scendere | Ho salito le scale | Sono salito in macchina |
| passare | Ho passato l’esame | Sono passato da te |
| correre | Ho corso per un’ora (attività) | Sono corso a casa (meta) |
I verbi meteorologici (piovere, nevicare) accettano entrambi: è piovuto e ha piovuto sono tutti e due corretti.
L’accordo del participio
Con essere, il participio si accorda con il soggetto in genere e numero: Marco è uscito, Giulia è uscita, le ragazze sono uscite.
Con avere, il participio resta invariato: Giulia ha mangiato. L’unica eccezione obbligatoria è quando il complemento oggetto è un pronome atono lo, la, li, le posto prima del verbo: le mele? Le ho mangiate.
I verbi irregolari più comuni
Un verbo è irregolare quando la radice o le desinenze si allontanano dal modello. Paradossalmente, i verbi più usati sono proprio i più irregolari: l’uso frequente li ha “consumati” nei secoli.
Essere e avere (presente indicativo)
| Persona | Essere | Avere |
|---|---|---|
| io | sono | ho |
| tu | sei | hai |
| lui/lei | è | ha |
| noi | siamo | abbiamo |
| voi | siete | avete |
| loro | sono | hanno |
Attenzione all’h di ho, hai, ha, hanno: distingue il verbo da o (congiunzione), ai e a (preposizioni), anno (nome). Se hai dubbi, c’è un trucco efficace per ricordare quando si mette la H.
Altri irregolari essenziali
| Infinito | Presente (io, tu, lui, noi, voi, loro) | Passato remoto (io) | Participio passato |
|---|---|---|---|
| andare | vado, vai, va, andiamo, andate, vanno | andai | andato |
| fare | faccio, fai, fa, facciamo, fate, fanno | feci | fatto |
| dire | dico, dici, dice, diciamo, dite, dicono | dissi | detto |
| dare | do, dai, dà, diamo, date, danno | diedi / detti | dato |
| stare | sto, stai, sta, stiamo, state, stanno | stetti | stato |
| venire | vengo, vieni, viene, veniamo, venite, vengono | venni | venuto |
| uscire | esco, esci, esce, usciamo, uscite, escono | uscii | uscito |
| potere | posso, puoi, può, possiamo, potete, possono | potei | potuto |
| volere | voglio, vuoi, vuole, vogliamo, volete, vogliono | volli | voluto |
| dovere | devo, devi, deve, dobbiamo, dovete, devono | dovetti | dovuto |
| sapere | so, sai, sa, sappiamo, sapete, sanno | seppi | saputo |
| bere | bevo, bevi, beve, beviamo, bevete, bevono | bevvi | bevuto |
| tenere | tengo, tieni, tiene, teniamo, tenete, tengono | tenni | tenuto |
Participi passati irregolari
Molti verbi, soprattutto della 2ª coniugazione, hanno un participio irregolare anche quando sono regolari al presente. I più frequenti:
- -so: chiudere → chiuso, decidere → deciso, prendere → preso, ridere → riso, spendere → speso
- -sto: chiedere → chiesto, rispondere → risposto, vedere → visto, rimanere → rimasto
- -tto: leggere → letto, scrivere → scritto, rompere → rotto, cuocere → cotto
- -sso: mettere → messo, muovere → mosso, discutere → discusso
- altri: nascere → nato, morire → morto, vivere → vissuto, aprire → aperto, offrire → offerto, scegliere → scelto
Eccezioni e casi particolari
Oltre ai veri irregolari, ci sono verbi regolari con piccole variazioni ortografiche o di forma. Sono le insidie più comuni nello scritto.
I verbi in -isc- (3ª coniugazione)
Molti verbi in -ire inseriscono -isc- tra radice e desinenza nelle tre persone singolari e nella terza plurale del presente (indicativo, congiuntivo e imperativo): finisco, capisci, preferisce, puliscono. Noi e voi restano senza: finiamo, capite.
Non esiste una regola per riconoscerli: vanno imparati. Seguono -isc- capire, finire, preferire, pulire, spedire, costruire, colpire; non lo seguono dormire, partire, sentire, aprire, seguire, servire.
Verbi in -care e -gare
Per conservare il suono duro di c e g, si aggiunge una h davanti a e e i: cercare → cerchi, cerchiamo, cercherò; pagare → paghi, paghiamo, pagherò.
Verbi in -ciare, -giare, -sciare
La i serve solo a rendere dolce il suono, quindi cade davanti a e e i: cominciare → cominci, comincerò (non comincierò); mangiare → mangi, mangerò; lasciare → lasci, lascerò.
Verbi in -iare
Se la i è tonica (accentata) al presente, si conserva: inviare → tu invii, sciare → tu scii. Se è atona, resta una sola i: studiare → tu studi, cambiare → tu cambi.
Verbi in -gliere, -durre, -porre, -trarre
Questi gruppi seguono il modello di un verbo base, quindi basta impararne uno:
- -gliere (come scegliere): scelgo, scegli, sceglie… scelto → cogliere, togliere, raccogliere
- -durre (come tradurre, da traducere): traduco, tradussi, tradotto → produrre, ridurre, condurre
- -porre (come porre, da ponere): pongo, posi, posto → comporre, proporre, supporre
- -trarre (come trarre, da trahere): traggo, trassi, tratto → attrarre, distrarre, sottrarre
Verbi difettivi e sovrabbondanti
I verbi difettivi mancano di alcune forme. Vertere (“riguardare”) non ha il participio passato; solere (“essere solito”) si usa quasi solo al presente e all’imperfetto; urgere e prudere si usano soprattutto alla terza persona.
I verbi sovrabbondanti hanno due forme per lo stesso tempo o due coniugazioni: compiere / compire, riempire / riempiere; dare ha due passati remoti (diedi / detti), assolvere due participi (assolto / assoluto, quest’ultimo ormai solo aggettivo). In alcuni casi le due forme hanno significati diversi: arrossare (rendere rosso) e arrossire (diventare rosso).
Verbi riflessivi e pronominali
I riflessivi usano un pronome (mi, ti, si, ci, vi, si) che rimanda al soggetto: mi lavo, ti vesti. Ai tempi composti prendono sempre essere: mi sono lavato.
I pronominali hanno pronomi “fissi” che ne cambiano il significato: farcela (riuscire), andarsene (partire), prendersela (offendersi), cavarsela (arrangiarsi). Si coniugano tenendo i pronomi: ce l’ho fatta, me ne vado, se l’è presa.
Errori frequenti
| Sbagliato | Corretto | Perché |
|---|---|---|
| Se avrei tempo, verrei | Se avessi tempo, verrei | Nella frase con “se” va il congiuntivo, non il condizionale |
| Penso che è giusto | Penso che sia giusto | Verbi di opinione (pensare, credere, ritenere) reggono il congiuntivo |
| Stasera vadi al cinema? | Stasera vai al cinema? | Vadi non esiste: è un errore di analogia con vada |
| Che tu facci | Che tu faccia | Al congiuntivo presente le tre persone singolari sono uguali: che io/tu/lui faccia |
| Ieri ho uscito | Ieri sono uscito | Uscire è un verbo di movimento: vuole essere |
| Mangierò, comincierò | Mangerò, comincerò | Nei verbi in -ciare/-giare la i cade davanti a e |
| Che loro dassero | Che loro dessero | Congiuntivo imperfetto di dare: dessi, dessi, desse, dessimo, deste, dessero |
| Gli ho detto (a lei) | Le ho detto | Gli vale per lui o per loro, non per lei |
Consigli per imparare
- Parti dal presente di essere, avere, fare, andare, dire: compaiono in quasi ogni frase.
- Studia per gruppi, non verbo per verbo: tutti i -durre, tutti i -porre, tutti i participi in -so.
- Impara il participio insieme all’infinito (leggere – letto), come si fa con i paradigmi latini.
- Leggi ad alta voce: l’orecchio corregge molti errori di congiuntivo prima della grammatica.
- Nel dubbio, consulta un dizionario con tavole di coniugazione: Treccani e Zanichelli le offrono online.
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In sintesi
I verbi italiani si reggono su tre coniugazioni, sette modi e due ausiliari. Le regole coprono la grande maggioranza dei casi; le eccezioni si concentrano in poche decine di verbi molto frequenti e in qualche regola ortografica. Imparati quelli, il resto viene con la pratica e con la lettura.


