quando si usano i punti di sospensione

… quando si usano i punti di sospensione

I segni di punteggiatura in italiano possono creare perplessità, soprattutto quelli meno usati. Quando i segni di punteggiatura non sono chiari, tendono ad essere usati a caso e in abbondanza. Vediamo in questo articolo come si usa … (i punti di sospensione).

Quanti sono i punti di sospensione?

I punti di sospensione sono 3. Solo 3. Sempre 3. In ogni situazione che elencherò qui sotto, sia che vengano messi prima o dopo una parola, devono essere 3.

Non bisogna aggiungerne di più per dare più “effetto”.

“…” quando si usano i punti di sospensione?

I punti di sospensione vengono usati per indicare che un discorso rimane, appunto, in sospeso. Questo può avvenire perché con la sospensione del discorso vogliamo indicare:

  • ImbarazzoNon vorrei risultare invadente, ma io credo che… (non continuo la frase perché voglio indicare imbarazzo da parte dell’interlocutore)
  • TitubanzaDevo dirti una cosa… (L’interlocutore non è sicuro di voler continuare la frase)
  • AllusivitàCan che abbaia… (È ovvia la parte mancante)
  • Sorpresa o stupore“…” (Viene spesso usato nelle opere di narrativa)
  • Evitare una volgaritàVaff…; …zzo (Quando dobbiamo riportare una volgarità, ma non vogliamo essere volgari);
  • Nelle listeHo fatto la spesa e ho comprato: pane, latte, farina, frutta, verdura… (La lista va avanti, ma risparmiamo il lettore)
  • Riprodurre l’andamento della lingua parlataQuindi… riassumendo… Ecco il mio pensiero. (Quando si riporta un discorso parlato -ad esempio in trascrizioni o intercettazioni- che, per natura, è ricco di pause)
  • Prima di una battuta o di un gioco di parole: (I puntini di sospensione vengono messi prima della battuta).
  • Iterazione: A, b, c, …, z. (Voglio indicare tutte le lettere dell’alfabeto senza però scriverle tutte).
  • Omissione in un testoDurante una visita in Francia […] il premier ha incontrato il presidente. ([…] significa che è stata omessa una parte, probabilmente perché non rilevante).

Come si usano?

Dopo una parola:

Quando i puntini seguono una parola vanno uniti alla parola che li precede e vengono poi seguiti da uno spazio.

Esempio:

Quando ho visto cosa era successo… lasciamo perdere. 

In rari casi (vedi l’interazione negli esempi sopra) non vanno uniti alla parola che li precede, ma vengono trattati come se fossero essi stesi una parola, con la spaziatura corrispondente.

Esempio:

A, b, c, , z.

Quando si trovano a fine frase, la parola seguente è maiuscola. Se precedono un altro segno di punteggiatura, vanno uniti a quest’ultimo.

Esempio:

Stamattina ho fatto la spesa e ho comprato: pane, latte, farina, frutta, verdura… Nel pomeriggio, invece, ho letto un libro.

E poi…?

Quando non si trovano a fine frase, la parola seguente è minuscola.

Esempio:

Quindi… riassumendo…

Prima di una parola:

Quando i puntini di sospensione precedono una parola, vanno uniti a quest’ultima.

Esempio:

…zzo.

…come ti dicevo io la penso così.

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile a capire meglio l’uso dei punti di sospensione. Ora fanne buon uso e non usarli come il prezzemolo nei tuoi testi solo perché sono carini. Se hai domande scrivile nei commenti qui sotto o inviami un’e-mail. Mi raccomando, non lasciarmi… in sospeso! 😉

 

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