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Il mio primo post. Wow, viva la fantasia!

Scrivere il primo post in un blog mi è sempre sembrato come parlare in una stanza vuota, senza pubblico, e mi fa un po’ strano. Per ora, in ogni caso, prendo questo blog come un diario personale, un po’ come succedeva con l’avvento di queste piattaforme. Niente siti super fighi, che ti promettono di farti diventare ricco, ma semplicemente uno spazio dove scrivere per passare un po’ il tempo parlando delle mie passioni, in primis le lingue straniere, e di (quasi) tutto ciò che mi frulla per la testa.

Sì, lo so, ovunque nel web ora si parla di “metterci la faccia”, perché “così il pubblico si relaziona meglio con te”. Io sarò anche un po’ vecchia maniera, ma proprio non mi va. Per questo mi presento a voi come Iris (nome di fantasia), nickname che ho scelto per un sacco di ragioni che, forse, andrò spiegando nel corso del blog.

Affiderò al blog e a tutti coloro che lo leggeranno i miei progressi, sperando che ce ne siano, nelle lingue che ho deciso di studiare e in quelle che ho già appreso. Ad ottobre inizierò un corso di tedesco, lingua che non ho mai studiato e di cui so a malapena tre parole storpiate. Inoltre, sto studiando il portoghese da autodidatta, facilitata dal fatto che parlo già fluentemente spagnolo. Mi piacerebbe studiare molte altre lingue, a dire la verità tutte: il mio sogno sarebbe quello di poter parlare ogni singola lingua, idioma, dialetto e slang presenti sul pianeta terra (anche se perché mai limitarsi solo alla Terra?); mi piacerebbe molto anche imparare la lingua dei segni e il braille. Insomma, sono interessata ad ogni forma di comunicazione.

Questa passione ce l’ho sin da quando ho memoria e anche prima. I miei genitori mi raccontavano di quando avevo appena due o tre anni e chiedevo sempre cosa fossero le lettere, che suono avessero. Coi cartelli stradali, con le confezioni dei cibi: “Mamma, cosa è quello? E quello?”. A quattro anni sapevo già leggere e scrivere e più avanti ho iniziato a provare interesse verso il dialetto parlato nella mia città. Perché certe parole erano così diverse dall’italiano? Da dove derivano? Come ci sono finite nel mio paesino?

Ora, considerate che non sono proprio una giovincella e alle scuole elementari non si studiavano lingue straniere. No, nemmeno l’inglese. Alle medie, invece, ci rifilavano il francese. Quella è stata la prima lingua straniera che ho imparato e mi divertivo a trovare similitudini sia con l’italiano che con il mio dialetto. Quando sentivo nei film delle parole straniere le segnavo su un foglietto, con la grafia che mi pareva, ovviamente, che custodivo gelosamente.

Alle superiori ho iniziato a studiare l’inglese e ho continuato a studiare il francese. A partire dal terzo anno ci sarebbe stata anche una terza lingua a scelta fra tedesco e spagnolo. Ricordo di come volessi assolutamente studiare il tedesco, forse perché l’avevo sentita nominare molto di più come lingua rispetto allo spagnolo. Molte ditte della mia zona lavoravano con la Germania ed era una lingua che mi incuriosiva molto. Poi però è successa una cosa che ha fatto nascere il mio vero amore: lo spagnolo. Una compagna di classe mi ha fatto ascoltare una cassetta (sì, sì, una musicassetta, quella roba di plasticotta col nastro che usciva sempre. Aspetta che ti linko la wiki) di Manu Chao. E lì ho completamente dimenticato il tedesco e il caso ha voluto che la maggioranza della classe abbia votato per avere lo spagnolo come terza lingua (pensando alla sua somiglianza con l’italiano, non tanto per amore linguistico). Da lì ho iniziato anche a studiare più che potevo per conto mio, comprandomi un dizionario, dando fastidio alle prime signore immigrate dal Sud America che aspettavano l’autobus con me e a muovere i primi passi su internet, anche se ai tempi non è che ci fosse granché disponibile.

Ve li state facendo due conti sulla mia età eh?

Poi mi sono trasferita in Sud America dove ho vissuto e lavorato per due anni e una volta tornata ho iniziato diversi lavori in ambito turistico, migliorando le mie capacità linguistiche. Ho abbandonato un po’ l’apprendimento di lingue nuove perché la vita è così, ti riempie di impegni e ti succhia ogni energia e a volte persino i sogni. Recentemente però ho scoperto che senza imparare le lingue, io, non ci sto stare. Ho deciso di imparare il rumeno da autodidatta dopo aver perso il lavoro. Così, per passare un po’ il tempo. Dopo modesti risultati l’ho lasciato da parte perché ho iniziato un altro lavoro che mi teneva fuori casa per circa 12 ore al giorno e riuscivo a malapena a vivere, figuriamoci concentrarmi e imparare qualcosa.

Ora ho un orario più umano e ho deciso che mi merito di avere l’hobby che più mi pare e piace e di ritagliarmi dello spazio per poter imparare nuove lingue.

Ufficialmente, quindi, sto studiando il portoghese e il tedesco. Parallelamente mi piacerebbe tornare a parlare francese, scavando nel mio cervello dovrei avere ancora qualche conoscenza della lingua, e migliorare il mio rumeno.

Sarà un progetto un po’ troppo ambizioso? Forse. Ma non lo ammetterò mai.

Mi piacerebbe quindi, tramite il blog, creare anche una sorta di quaderno virtuale con i miei appunti per averli sempre disponibili in ordine e per metterli a disposizione di chi, come me, ama le lingue straniere.

Benvenuti e che il viaggio abbia inizio.

 

Iris

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