Monastero Ciuflea

Diario Chisinau 4 – Monastero Ciuflea

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Come prima tappa del nostro primo vero e proprio giorno di vacanza scegliamo il Monastero Ciuflea, quello che avevamo visto il giorno prima pensando di essere in centro. Ci arriviamo camminando, attraversando strade rotte rischiando la vita e rendendoci conto solo dopo che c’erano sottopassaggi disponibili. Completamente bui e inquietanti persino di giorno, ma almeno ti portavano dall’altra parte senza dovere attraversare quelle ampie strade tipiche di Chişinău, dall’aria così sovietica e trafficate da auto che non rispettano praticamente nessun cartello o segnale stradale. Al semaforo rosso si fermano solo se non c’è un pedone o un’auto di fronte a loro. Se la via è libera, passano comunque. Sempre. Ovunque.

 

Arriviamo al monastero e resto incantata. Il monastero è bianco e azzurro, con le cupole, in classico stile russo, dorate e lucenti. Il sole si riflette creando bagliori accecanti. Supero il cancello e sulla destra c’è un piccolo negozio che vende candele, cerini, acqua santa e un sacco di altre cose. Vorrei acquistare tutto, ma mi trattengo. Cammino verso la chiesa ed entro. Appena metto piede nel monastero tutti i dubbi del giorno precedente svaniscono. In un istante spariscono i dubbi, le paranoie, le domande, le paure e guardo con lo stupore di una bambina l’interno della chiusa, con la bocca spalancata. A darmi il benvenuto è una scritta al neon rossa: “Hristos a Înviat”, Cristo è risorto. A fare da contrasto a questa insegna da pizzeria, c’è un lampadario enorme, tutto dorato, in tinta con l’altare e la maggior parte delle icone presenti. Tutto dorato. Delle signore con il fazzoletto in testa pregano le icone e chiedono qualche grazia. Voglio scattare delle foto ma non le voglio disturbare e aspetto che si alzino. Credo di essere nel bel mezzo di una funzione ortodossa, perché il prete e alcuni fedeli, riuniti intorno a un tavolo, iniziano a cantare. Non so cosa stiano cantando, ma mi vengono i brividi. Non resisto e giro un piccolo video per registrare quel suono meraviglioso. Non nego che questo piccolo monastero ha avuto un grosso impatto su di me e di tutti i posti che ho visitato, questo rimane il mio preferito. Quando tornerò a Chişinău, sicuramente lo visiterò di nuovo.

 

Usciti dalla chiesa ci sediamo su una panchina e rimaniamo ad osservare. Un prete ortodosso, con la barba lunga e una tonaca nera che gli arriva ai piedi, si siede sulla panchina accanto alla nostra. Sembra giovane, sulla trentina, e saluta i fedeli che entrano in chiesa. Un’anziana signora col fazzoletto in testa, avrà avuto ottant’anni, gli si avvicina. Si inginocchia e gli vuole baciare la mano. Il prete cerca di farla alzare, ma niente da fare: la vecchietta è determinata a compiere questo gesto di rispetto e la spunta.

Gli bacia la mano ed entra in chiesa. Io decido di comprare due candele e le vado ad accendere in chiesa, lasciando un’offerta. Sulla parete dell’ingresso, accanto alla porta, un volantino spiega come fare bene il segno della croce e perché. Le scritte sono in russo, ma le immagini, come spesso accade, valgono più di mille parole.

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3 commenti su “Diario Chisinau 4 – Monastero Ciuflea

  1. Ecco, la Moldavia é uno di quei viaggi, ammetto, che non ho mai considerato. Mi chiedo perché. Grazie mille per questo post e per averci portato con te. Chisinau, me lo ricorderò quando decideremo di spingerci in terre moldave.

  2. Ma che pensa che particolarità che si scoprono.
    Ovviamente non le conoscevo; questo paese dev’essere davvero interessante da visitare!

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